O patria mia al Memus del Teatro San Carlo

25
gen
2012

O patria mia: Passione e identità nazionale nel melodramma italiano dell’800

Venerdì 27 gennaio alle ore 17,00 al MeMus (Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo) di Napoli, avrà luogo un incontro con la scrittrice Simonetta Chiappini che presenterà il suo ultimo libro “O patria mia. Passione e identità nazionale nel melodramma italiano dell\’Ottocento.”
La presentazione sarà preceduta alla 16.00 da una visita al Museo e Archivio storico del Teatro di San Carlo.
Inaugurato ad ottobre 2011 il MeMus è il nuovo spazio museale del Lirico di Napoli situato presso il Palazzo Reale di Napoli in Piazza del Plebiscito, 1.
Centro polifunzionale, è dotato delle più moderne tecnologie, diviso in area espositiva di 300 mq, galleria virtuale in 3d, sala per eventi, bookshop e centro documentazione sulla prestigiosa storia del San Carlo con documenti e testimonianze multimediali.

Alla presentazione interverranno in qualità di relatori: la Sovrintendente del teatro San Carlo Rosanna Purchia, i musicologi Piero Mioli, Paologiovanni Maione e l’architetto Lucio Turchetta, modera l’incontro Laura Valente responsabile scientifico del Memus.

dal retro di copertina
Gli stranieri ci hanno considerati, per almeno tre secoli, e ancor prima che fossimo una nazione, il “popolo cantante”. Italianità ha significato spontaneo talento musicale, ma anche vocazione alla pigrizia e alla delizia estetica, inerzia politica e inaffidabilità civile. Eppure il melodramma, frutto dello splendore e del malessere di un popolo oppresso, negli anni della riscossa risorgimentale è riuscito a interpretare la necessità di costruire il carattere nazionale: il “volgo disperso” geniale e truffaldino sarebbe divenuto, anche grazie alla musica, un popolo di eroi, di generosi combattenti, di martiri capaci di sacrificio e di coscienza civile. La trasformazione della donna-Italia da femmina violata e sconfitta, destinata a compiacere i vincitori e i potenti, a figura di immacolata redentrice fu rappresentata ed esaltata  attraverso le peripezie vocali dell’eroina operistica, il soprano, che con la sua voce ardente e angelica ne incarnava il sublime destino di sacrificio, morte e resurrezione. Questo libro disegna l’intreccio tra melodramma e storia d’Italia, tra passione e politica, esplorando i rivoli sotterranei e i meandri segreti di un’identità nazionale ancora da scoprire.


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